Grecia: Venizelos, l'attuale piano rappresenta l'unica offerta possibile, non esiste un piano B

"Si tratta della nostra offerta migliore". È quanto ha dichiarato il Ministro delle Finanze greco Evangelos Venizelos nel corso di un'intervista a Bloomberg Television parlando dell'operazione di swap del debito. Lo scambio prospettato agli obbligazionisti "rappresenta l'unica offerta possibile", ha precisato Venizelos. L'esecutivo di Atene ha fissato una soglia minima di partecipazione all'operazione al 75% del nominale complessivo. "Abbiamo solo un piano A e la sua accettazione ed implementazione rappresenta la migliore soluzione per la Grecia, per la Zona Euro e per i creditori".

Mutuo non pagato e asta giudiziaria


L'estrema conseguenza del mutuo non pagato è sicuramente la vendita giudiziaria dell'immobile dato in garanzia.
Se questo risultato è da scongiurare pagando regolarmente il mutuo o, in caso di difficoltà di pagamento, mettendo in atto tutta una serie di iniziative per non far decadere il contratto di mutuo, quel che è certo è che pur considerando l'asta giudiziaria come estrema ratio, questa spesso non risolve il problema del debito.

Aste deserte e tendenza al ribasso portano sempre più a realizzare cifre che non coprono l'importo necessario per chiudere l'esposizione (che nel caso è composta dal capitale residuo + gli interessi di mora + le spese legali che spesso insieme vanno a raggiungere cifre che sopravanzano il puro valore commerciale dell'immobile), mettendo nelle condizioni il debitore di rimanere tale anche dopo l'esproprio dell'immobile e la vendita forzosa.

Le aste giudiziarie fino a qualche anno fa erano frequentate solo da un pubblico specializzato, di pochi professionisti. E su questo mercato ha sempre pesato la poca trasparenza. Il miglioramento quantitativo e qualitativo delle aste sta oggi creerebbero spazi interessanti in cui nuovi operatori potrebbero inserirsi.
Ma la crisi diffusa, la mancanza cronica di liquidità tengono lontani dei nuovi investitori che potrebbero accedere a prezzi più equi, per lasciar spazio comunque ai soliti "squali" che ormai attendono anche la terza asta (e dunque un deprezzamento smodato) per eventualmente intervenire quasi sempre solo sui "pezzi" pregiati.

Risultato, il creditore (la banca) ormai consapevole del bagno di sangue e impossibilitate a porre un argine al a detrimento dell'ipoteca dato dall'inarestabile riduzione del valore dell'immobile in portafoglio, cede il credito a terzi per due pezzi di pane mentre il debitore rimane marchiato a vita del suo debito residuo e si appresta velocemente a far le valige di fronte al nuovo creditore più determinato all'uso dello sfratto coatto per poter disporre in tempi brevi del nuovo investimento.

Spesso si crede (per buone ragioni) che quando si è messo in moto il meccanismo dell'asta, tutto sia perduto. Invece esistono ancora degli spazi di manovra ma è necessario affidarsi a dei professionisti che sappiano dialogare con il creditore per permettere qui passaggi tecnici che in anticipo alla scadenza fatidica possano trovare un'alternativa migliore in forma stragiudiziale.

Per chi vuole verificare le possibilità di intervento sulla sua posizione di immobile avviato all'asta giudiziaria, consultate MutuoHelp

Non pago il mutuo e mi pignorano la casa

Il pignoramento della casa, quando il mutuo non viene pagato, è il preludio della vendita forzosa, cioé la casa che costituiva il bene dato a garanzia per l'erogazione del mutuo, viene venduta all'asta per saldare con il ricavato il debito residuo del mutuo. Questo può avvenire dal momento che rimangono impagate almeno 6 rate del mutuo in conformità di quanto dice la legge. Per quanto rigurda il ritardo del pagamento, al di là dell'inevitabile segnalazione nella lista dei cattivi pagatori, vi è ancora la possibilità di recuperare il rapporto senza troppi danni. Infatti l’articolo 40 del Testo unico bancario stabilisce che quando il pagamento di una rata viene effettuato con un ritardo compreso fra 30 e 180 giorni il debitore può evitare azioni esecutive pagando solo gli interessi di mora. Solo dopo sette ritardati pagamenti il creditore può chiedere il rimborso immediato dell’intero debito. Non tutte le banche hanno il piede pigiato sull'accelleratore, vi possono essere dinamiche diverse e/o organizzazioni differenti per cui la risoluzione del contratto di mutuo può scattare in tempi e modalità differenti da banca a banca o addirittura da filiale a filiale dello stesso istituto di credito. Ma quel che è certo è che con un comportamento simile, il debitore da alla banca la facoltà di far scattare la procedura di pignoramento dell’immobile. Queste informazioni, nella "vox populi" spesso sono distorte e danno una falsa "tranquillità" a chi deve decidere se pagare in ritardo le bollette o ritardare la rata di mutuo. Questa regola delle sei rate + 1 ha messo nei guai più famiglie che avevano la convinzione di poter recuperare in extremis. Chi pensa addirittura che ci si possa arabattare fino a che non arrivi un sollecito di pagamento, come se fosse un cartellino giallo d'amonizione che può essere ripetuto sei volte si sbaglia: il cartellino rosso scatta anche dopo un solo pagamento in ritardo, nel caso siano trascorsi più di 180 giorni dalla scadenza prestabilita nel piano di ammortamento dell’ente erogante e così si passa al "game over" mentre la pratica finisce nel "buco nero" dell'uffico contenzioso della banca. In questi casi, quando si è in affanno, la soluzione può essere solo quella di giocare d'anticipo e dunque concordare subito con la banca un'alternativa, se è possibile, e verificare se si rientra nella moratoria prevista dal'accordo Abi - Associazione dei Consumatori che ha visto prorogato fino al 31 luglio 2012 la possibilità di attivare la sospensione per 12 mesi del pagamento delle rate mensili su un finanziamento ipotecario nell’ambito del "Piano famiglie". Possono accedere coloro che stanno rimborsando un mutuo prima casa di importo fino a 150mila, che abbiano un reddito imponibile non superiore ai 40mila euro e che nell’ultimo anno abbiano subito eventi particolarmente negativi (morte, perdita dell’occupazione, insorgenza di condizioni di non autosufficienza, ingresso in cassa integrazione). Estrema Ratio, la vendita dell'immobile che se fatta con i giusti tempi garantisce il debitore di poter rientrare del debito ma anche di poter recuperare quella differenza che rimane dopo questa operazione e che gli permetterà di trovare una sistemazione abitativa alternativa senza grossi traumi. La vendita all'asta dell'immobile pignorato sarebbe invece probabilmente un bagno di sangue sia per il debitore che per il creditore visto che in queste operazioni difficilmente si realizza più del 70% del valore commerciale dell'imobile e di conseguenza non vi sarebbe ne la copertura del debito (spesso il mutuo viene sospeso nei primi anni della sua vita lasciando intatto il capitale da restituire che originariamente è l'80% del valore dell'immobile più gli interessi di mora maturati che complessivamente traboccano il valore d'asta) ed è per questo che una soluzione stragiudiziale è conveniente e auspicabile per entrambi. In questi casi, dato la poca dimestichezza degli uffici del contenzioso a parlare (e a dialogare) con i clienti per poter raggiungere una procedura condivisa e visto che spesso anche l'operazione di vendita non risolverebbe il debito perché spesso i valori sono sbilanciati sul debito (le famose operazioni di mutuo al 120%), in questa fase è meglio affidarsi ad una società specializzata (meglio se già riconosciuta dalla banca) per affidargli la transazione che permetterebbe di chiudere la pratica con il famoso "saldo e stralcio". In questo caso, un tutor per il debitore garantrebbe la banca di non star a perdere ulteriore tempo sul possibile recupero del debito e inoltre, in presenza di ulteriori creditori (spesso il condominio e/o altre finanziarie e/o i debiti con il fisco), ci sarebbe la certezza che il coordinamento e gli accordi verrebbero gestiti in modo professionale e concreto da interlocutori preparati che conoscono le procedure.
da MutuHelp.it